Augusto Giacometti
Nata nel 1877.
Muore nel 1947.
Per Augusto Giacometti, il colore può diventare da solo il soggetto del dipinto. Il ricordo di un fiore, di un paesaggio o di un’ala di farfalla alimenta una ricerca nella quale le forme si trasformano in accordi luminosi. Nato a Stampa nel 1877 e morto nel 1947, questo artista grigionese occupa una posizione importante nel passaggio dall’Art nouveau e dal simbolismo alle prime esperienze dell’astrazione.
Dopo gli studi a Zurigo e a Parigi, trascorre diversi anni a Firenze prima di stabilirsi a Zurigo. L’insegnamento di Eugène Grasset gli apre un campo decisivo: l’osservazione delle piante e degli animali può condurre a composizioni ornamentali fondate sulla ripetizione e sulla semplificazione. Nei suoi pastelli e acquerelli, queste ricerche diventano un’esplorazione della luce, tra evocazione del mondo visibile e autonomia del colore.
Questa libertà si estende alla dimensione dell’architettura. Giacometti realizza vetrate, mosaici e pitture murali. A Zurigo, la decorazione dell’Amtshaus I, nota con il nome di Blüemlihalle, trasforma un’antica sala buia in uno spazio vibrante.
Dopo aver vinto il concorso nel 1922, associa i pittori Jakob Gubler, Giuseppe Scartezzini e Franz Riklin all’esecuzione di questo insieme che ricopre pareti e volte.
La Nuit, tempera del 1903 depositata al Kunsthaus Zürich, e Fantaisie sur une fleur de pomme de terre, dipinto a olio del 1917 conservato al Bündner Kunstmuseum, offrono due punti di riferimento per attraversare il suo universo. Questi titoli invitano a cercare come un’esperienza sensibile diventi una costruzione pittorica.
Di fronte a un’opera di Augusto Giacometti si può iniziare osservando le relazioni tra le tonalità, prima di riconoscere il motivo. Lo sguardo scopre allora una pittura nella quale soggetto e colore intrattengono un dialogo aperto, anziché una semplice relazione descrittiva.







