Albert Pfister
Nata nel 1884.
Muore nel 1978.
Albert Pfister (1884–1978) pose il colore e la luce al centro della sua pittura. Nato a Stäfa, sulle rive del lago di Zurigo, compì dapprima un apprendistato come imbianchino a Männedorf, per poi frequentare la scuola di arti applicate di Zurigo. Il suo percorso lo condusse a Lille insieme al pittore Oscar Weiss e, dal 1905 al 1910, a Parigi, dove studiò all’École des beaux-arts e all’Académie Julian.
Questa formazione accompagnò il suo interesse per le ricerche pittoriche più libere del suo tempo.
Vicino al fauvismo, Pfister non considerava il colore un semplice ornamento del motivo: esso divenne il mezzo per costruire lo spazio e restituire un’impressione luminosa. I suoi ripetuti viaggi in Nord Africa, tra il 1910 e il 1913, segnarono la sua sensibilità per la luminosità mediterranea. Entrò a far parte del gruppo svizzero d’avanguardia Der Moderne Bund, il cui ruolo pionieristico nella ricezione dell’arte moderna in Svizzera è stato sottolineato dal Kunstmuseum Luzern.
La sua opera si inserisce così in un dialogo europeo, pur mantenendo il paesaggio come ambito privilegiato.
Il dipinto Vorfrühling im Tessin, realizzato nel 1961 e donato nello stesso anno dall’artista al Kunstmuseum Solothurn, mostra il perdurare nel tempo di questo legame con i luoghi e le stagioni. Il titolo, «Preprimavera in Ticino», restituisce l’importanza di una luce in trasformazione, tema che Pfister sviluppò ben oltre le sue prime esperienze fauve. Stabilitosi a Erlenbach, trasmise inoltre la sua pratica ad artisti più giovani attraverso corsi privati fin dall’inizio degli anni Trenta.
Una borsa federale per le belle arti nel 1928 e il premio Wilhelm Gimmi nel 1969 scandiscono una carriera fedele a questa convinzione: attraverso il colore, un paesaggio può diventare una nuova esperienza dello sguardo.
