Le Corbusier
Nato nel 1887.
Muore nel 1965.
Le Corbusier 1887 – Roquebrune-Cap-Martin, 1965), sviluppa un’opera plastica la cui ricchezza illumina la sua architettura. Dipinti, disegni, stampe, sculture e arazzi costituiscono un campo di ricerca continuo: le forme passano da un supporto all’altro, si trasformano e alimentano una riflessione sullo spazio, sul colore e sul corpo.
Formatosi alla scuola d’arte di La Chaux-de-Fonds presso Charles L’Eplattenier, nel 1917 si stabilisce definitivamente a Parigi. L’incontro con Amédée Ozenfant è decisivo per il suo impegno nella pittura. Insieme pubblicano nel 1918 Après le cubisme e presentano i loro dipinti alla galleria Thomas.
Il purismo privilegia allora un linguaggio chiaro, oggetti semplificati e una composizione rigorosamente organizzata. La rivista L’Esprit Nouveau, pubblicata a partire dal 1920, prosegue questa ambizione artistica e teorica.
Nelle sue nature morte, gli oggetti quotidiani diventano rapporti di contorni, superfici e colori. Dopo la separazione da Ozenfant, il suo repertorio si amplia includendo figure femminili, tori e oggetti le cui forme stimolano l’immaginazione. La pittura rimane una pratica regolare, sviluppata parallelamente ai progetti architettonici.
Ubu IV, dipinto tra il 1940 e il 1944 e conservato al Centre Pompidou, testimonia questo universo di forme che attraversa le discipline.
A partire dal 1945, la collaborazione con l’ebanista Joseph Savina conferisce una presenza scultorea a motivi tratti dai suoi disegni e dipinti. Le Corbusier concepisce le forme e interviene nella loro policromia; Savina ne cura la realizzazione in volume. Gli arazzi prolungano in altro modo questo dialogo con lo spazio abitato.
Con il concetto di Muralnomad, formulato nel 1948, l’opera tessile diventa una parete mobile, capace di accompagnare gli spostamenti del suo proprietario.
Anche le sue stampe offrono accesso a questo vocabolario: mani, figure e tori vi ricompaiono secondo configurazioni differenti. Guardare a Le Corbusier come artista plastico permette così di seguire la circolazione di uno stesso pensiero visivo, dall’intimità del foglio alla scala dell’abitazione.

