Antonio Balestra si forma a Venezia presso Antonio Bellucci, poi a Roma nella bottega di Carlo Maratti. L’attività fra Venezia e Verona comprende pale d’altare e racconti profani, prima del definitivo ritorno nella città natale nel 1718. L’Isaia del Museo di Castelvecchio, dipinto nel 1707, rivela l’attenzione al volto del profeta e alla materia del mantello; il rosso dei carboni ravviva la composizione.
Il suo lavoro si estende al libro illustrato. Per il volume di Alessandro Pompei sugli ordini architettonici di Michele Sanmicheli, pubblicato nel 1735, Balestra fornisce frontespizio, ornamenti e ritratti. Le composizioni circolano anche attraverso la stampa: una Madonna col Bambino e santi è incisa nel 1739 da Johann Jakob Frey il Vecchio su sua invenzione. Il disegno e la traduzione incisoria appartengono dunque ad autori distinti.
Questa scheda raccoglie i riferimenti identificativi di Antonio Balestra e dipinti, disegni e opere su carta documentati nei cataloghi d’asta.
Riferimenti d’asta documentati
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Dobiaschofsky
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