Nascita : 1892Morte : 1980Cittadinanze documentate : Francia
In Léon Zack, la pittura si affianca molto presto alla scrittura: formatosi nel disegno e nella pittura fin dall’adolescenza, studia poi lettere a Mosca, pubblica poesie e prose e illustra testi di Rimbaud e Racine. Nel 1913 fonda con il poeta Cherchenevitch la Mezzanine de la poésie, movimento futurista moscovita per il quale disegna le copertine e al quale contribuisce con gli pseudonimi di Khrisanf e M. Rossiyanski. Per le Œuvres complètes d’Arthur Rimbaud, pubblicate nel 1931, realizza 35 composizioni a grafite; Phèdre di Jean Racine, pubblicata nel 1945, è accompagnata da dieci disegni originali a lavis. Nel 1975 esce la sua raccolta di poesie Des perles aux aigles, con prefazione di Roman Jakobson e accompagnata da sei disegni dell’autore.
Zack comincia a dipingere a tredici anni e, dal 1905 al 1907, frequenta i corsi di disegno e pittura di Jakimchenko in accademie private. Dal 1910 studia lettere all’università di Mosca, dove incontra Roman Jakobson. Espone per la prima volta nel 1907 al Salon della Federazione dei pittori moscoviti. Qualche anno più tardi, la sua attività nell’ambito della Mezzanine de la poésie associa pratica visiva e creazione letteraria. Dopo Firenze, nel 1922 si reca a Berlino, dove progetta le scenografie e i costumi dei Ballets romantiques russes di Boris Romanoff, presentati a Parigi nel 1923. Alla fine dell’anno si stabilisce in questa città; la sua prima mostra personale si tiene nel 1926 alla galerie d’Art contemporain. A Parigi espone al Salon d’automne, al Salon des indépendants e al Salon des surindépendants, di cui è uno dei fondatori nel 1929. Intorno al 1930 fa parte del gruppo dei neo-umanisti, accanto in particolare a Christian Bérard, Tchelitchev, Eugène Bermann e Jean-Francis Laglenne. Double portrait d’hommes, olio su tela datato 1931, è conservato al Musée Unterlinden di Colmar.
Nel 1936 Zack ottiene la cittadinanza francese; nel 1941 si converte al cattolicesimo. Tornato a Parigi nel 1945, riprende a partecipare ai salons e illustra diversi libri. La sua opera rimane figurativa fino al 1946, con particolare presenza di ritratti; dopo aver gradualmente abbandonato questo linguaggio, nel 1947 presenta alla galerie des Garets un insieme di dipinti astratti. Nello stesso anno torna al teatro: realizza le scenografie e i costumi di Concerto, balletto su musiche di Prokofiev presentato da Janine Charrat all’Opéra-Comique. Dal 1951 lavora anche per edifici religiosi. Nel 1951 trasforma gli interni di diverse chiese dell’Alsazia; dal 1954 al 1955 realizza con Henri Déchanet e Paul Virilio le vetrate di Notre-Dame-des-Pauvres, a Issy-les-Moulineaux. Composte da sessanta pannelli, queste vetrate si sviluppano tutt’intorno all’edificio, ad eccezione della parete absidale. In seguito realizza vetrate per una trentina di edifici, in particolare a Valognes nel 1957, al séminaire de Kéraudren nel 1964, a Sainte-Jeanne-d’Arc a Parigi nel 1965 e a Saint-Louis de Brest nel 1967. L’atelier Plasse Le Caisne realizza arazzi ispirati alle sue opere.
Questa scheda raccoglie i riferimenti identificativi di Léon Zack e dipinti, disegni e opere su carta documentati nei cataloghi d’asta.
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Nota documentaria SwissArtGallery basata sulle fonti citate. Titoli, tecniche e indicazioni sono proposti nella lingua della scheda; il testo originale del catalogo resta disponibile in ogni riferimento. Scheda aggiornata :
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