Nato a Castellammare di Stabia nel 1859, Ettore Tito studia all'Accademia di Venezia con Pompeo Marino Molmenti. I primi dipinti si inseriscono nel naturalismo veneziano di Giacomo Favretto: scene popolari, mercati e vita quotidiana della laguna. Le esperienze di pittura all'aperto, condivise con Pietro Fragiacomo, alimentano una pittura vivace, sensibile agli effetti della luce e ai tagli compositivi inconsueti.
Presente fin dalla prima Biennale di Venezia nel 1895, Tito diventa anche un ritrattista ricercato. La sua opera evolve verso composizioni simboliste e grandi decorazioni ispirate alla tradizione veneziana, soprattutto a Tiepolo. Nel 1933 realizza il soffitto della chiesa degli Scalzi, sostituendo la decorazione distrutta durante la Prima guerra mondiale. Muore a Venezia nel 1941, dopo avere unito osservazione della vita contemporanea e ambizioni decorative.
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