Pittore e disegnatore fiammingo attivo nel XVII secolo, Jan Cossiers (1600–1671) svolse una carriera legata ad Anversa, dove la sua produzione spazia dai soggetti religiosi e mitologici ai ritratti disegnati. Figlio del pittore acquerellista Antoon Cossiers e di Maria van Cleef, fu battezzato ad Anversa il 15 luglio 1600. Si ritiene che abbia ricevuto la prima formazione presso il padre e Cornelis de Vos; nel 1623 si recò ad Aix-en-Provence per studiare con Abraham de Vries. La sua presenza a Roma è attestata nell’ottobre 1624. Tornato ad Anversa nel 1628, entrò nella corporazione di San Luca in qualità di figlio di maestro.
Il suo inserimento nella vita professionale di Anversa è segnato anche dall’elezione a decano della corporazione per l’anno di registro compreso tra settembre 1640 e settembre 1641. Nel 1635 Cossiers collaborò con Rubens all’Ingresso del cardinale infante Ferdinando d’Austria ad Anversa. Tre anni dopo, sulla base di schizzi di Rubens, eseguì tre dipinti mitologici commissionati da Filippo IV per la Torre de la Parada: Narciso, Giove e Licaone e Prometeo che porta il fuoco. Le tre opere sono oggi conservate al Museo del Prado. La fonte biografica riferisce che probabilmente vide opere di Caravaggio a Roma; rileva nella sua pittura un orientamento caravaggesco, in particolare nel gusto per il chiaroscuro e nella scelta di alcuni soggetti.
Il suo repertorio comprende anche composizioni religiose. La Buenaventura è nota attraverso diverse versioni con varianti, conservate a Valenciennes, all’Ermitage e all’Alte Pinakothek di Monaco. Il Museo Reale di Belle Arti di Anversa conserva, tra le altre opere, la sua Adorazione dei pastori e la sua Flagellazione di Cristo; il suo Martirio di santa Caterina, datato 1647, si trova all’Hunterian Museum and Art Gallery dell’Università di Glasgow. Tra le opere del periodo tardo figura una serie dedicata alla Passione, dipinta per le beghine di Malines. Cossiers fu anche disegnatore: diversi ritratti di bambini, alcuni dei quali raffigurano i suoi stessi figli, sono numerati, identificati con il nome del modello e datati 1658.
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