Alice Bailly · 2 min di lettura
Alice Bailly: quando la lana rivendica il proprio posto tra le belle arti
A Ginevra, durante la Prima guerra mondiale, Alice Bailly trasforma fili di lana, seta e carte metallizzate in quadri. Con Les rythmiciennes, questa tecnica considerata artigianale diventa un manifesto pittorico.
Pubblicato il 25 settembre 2026
Nel 1916, a Ginevra, Alice Bailly introduce nella sua pittura un materiale inatteso: la lana. La guerra l’ha separata da Parigi, dove aveva frequentato le avanguardie, mentre nella Svizzera romanda l’astrazione continua a ricevere una tiepida accoglienza. Eppure non rinuncia né al movimento né al colore.
I suoi «quadri di lana» non sono concepiti come opere decorative. I fili multicolori, disposti su una tela, proseguono le sue ricerche scaturite dal fauvismo, dal cubismo e dal futurismo. La prima monografia dedicata all’artista, pubblicata nel 1918 da Albert Rheinwald, difende già questo materiale come pari ai mezzi tradizionalmente associati alle belle arti.
Realizzato nel 1918-1919, Les rythmiciennes ne offre una dimostrazione precisa. Ispirata da uno spettacolo di Lucienne Rouché e dalle coreografie di Émile Jaques-Dalcroze, l’opera raffigura alcune danzatrici in piena azione. Bailly riserva la lana opaca ai costumi e alla scenografia, impiega la seta lucente per le braccia e le gambe, quindi aggiunge carte dorate e argentate al body della figura principale. Alcuni tratti d’inchiostro ne strutturano il volto.
Tra il 1917 e il 1923, Bailly realizza una cinquantina di quadri di lana, ai quali attribuisce lo stesso statuto dei suoi dipinti a olio. A lungo ricondotte all’ambito dell’artigianato, queste opere sono oggi riconosciute come creazioni fondamentali del modernismo svizzero. Il materiale che rischiava di relegare la pittrice ai margini è così diventato una delle sue cifre più singolari.
Fonti e approfondimenti
- Musée cantonal des Beaux-Arts de Lausanne — Les rythmiciennes ↗
- Musée cantonal des Beaux-Arts de Lausanne — Alice Bailly, La fête étrange ↗
- Musée cantonal des Beaux-Arts de Lausanne — Rade de Genève ou Vol de mouettes ↗
- Kunsthaus Zürich — Alice Bailly, pionnière du modernisme ↗
- Musée d’Orsay — Notice Alice Bailly ↗
