Xavier de Poret
Nato nel 1894.
Muore nel 1975.
Un uccello osservato da vicino, la silhouette di un cavallo, l’espressione di un volto: Xavier de Poret fa del disegno uno strumento di attenzione al vivente. Nato a Dinan nel 1894 e morto nel 1975, questo artista francese mantiene un legame profondo con la Svizzera, in particolare con la Gruyère, i cui animali e abitanti occupano un posto importante nella sua opera.
Cresce nei pressi di Fontainebleau, in un ambiente in cui cavalli e uccelli gli offrono i primi soggetti. Cavaliere e avvezzo alla caccia, sviluppa una conoscenza attenta degli atteggiamenti degli animali. Durante la Prima guerra mondiale, i suoi schizzi di soldati testimoniano anch’essi il suo interesse per la figura umana.
Dopo il matrimonio con Juliette d’Oncieu de La Bâtie, risiede al castello di Plaisance, a Riaz. I suoi itinerari attraverso le Prealpi alimentano studi di camosci, caprioli, volpi e galli cedroni. Disegna anche gli uomini di questo territorio, in particolare gli armaillis e le guardie forestali.
Questo radicamento nella Gruyère costituisce una dimensione essenziale del suo percorso, parallelamente alla sua attività di ritrattista per una clientela internazionale.
La precisione del tratto e la cura riservata alle espressioni contribuiscono alla sua reputazione. Il suo repertorio comprende ritratti di sovrani, tra cui Elisabetta II, ma anche studi e scene di animali. La sua collaborazione con Hermès trasferisce alcuni dei suoi motivi su carré di seta: cince, tortore, cerve e giumente da riproduzione entrano così nel campo delle arti applicate.
Il Musée gruérien conserva opere dell’artista, mentre il Musée de la Chasse et de la Nature, a Parigi, ha ricevuto cinquanta suoi disegni nel 2013. Per scoprire Poret, si può osservare come un contorno, un’ombra o una postura siano sufficienti a individualizzare un animale. Dietro il riconoscimento della specie appare allora una presenza particolare, colta con pazienza e sensibilità.









