Susi Ernst
Nata nel 1953.
Susi Ernst presenta, nel periodo documentato 1986–2016, una pratica che articola dipinti di figure, serie tematiche, composizioni floreali e piccole architetture — talvolta realizzate anche in volume — attraversando motivi diversi quali donne, interni, piscine e sovradipinture (fonte: pagina personale).
Negli anni iniziali — intorno al 1986–1992 — dipinge essenzialmente donne, principesse e soldatesse e, parallelamente, concepisce opere in volume quali bustier, corone e armature realizzate in rame, garza cerata e pelliccia.
Intorno al 1993 compaiono serie di figure che la descrizione dell’artista presenta come un «dialogo» con personaggi viventi e inventati.
Gli anni intorno al 1995 segnano un ripiegamento verso l’interno: gli Interni diventano allora un tema esplicito del suo lavoro.
Nel 1998 formula l’intenzione di dipingere «spazi chiusi» che, secondo il suo stesso commento, si aprono nel corso del processo di lavoro.
Nel 1999, un mazzo di tulipani associato a Maria Binder nello Zürcher Oberdorf la induce a intraprendere dipinti di fiori.
Nel 2002, la visione di una vasca rossa dotata di un bordo rialzato in Linguadoca la conduce a dipingere «città disabitate» concepite a partire da architetture di piscine.
Sul piano materiale, il suo lavoro oscilla tra pittura e oggetto: l’impiego di metalli, garze cerate e pellicce per bustier o corone coesiste con la realizzazione di piccole architetture e di opere perforate da aperture, riconducibili a un gesto al tempo stesso scultoreo e rituale.
La presente scheda si basa sugli elementi pubblicati sulla homepage identificata come «Susi Ernst-Staub» e copre il periodo documentato 1986–2016.