Sophie L’Eplattenier
Nata nel 1876.
Muore nel 1956.
Sebbene praticasse la pittura, sono le sue ceramiche, presentate su scala nazionale, a ricorrere più frequentemente nella documentazione disponibile. Le sue decorazioni — composizioni di fiori e animali dipinte a mano su porcellana e maiolica — si inscrivono nell’estetica dell’Art nouveau e nello «style sapin» sviluppato a La Chaux-de-Fonds. Fu una delle sorelle di Charles L'Eplattenier, nome frequentemente associato al rinnovamento decorativo nella regione.
La frequentazione dell’École d'art de La Chaux-de-Fonds è evocata dalle fonti nella forma «aurait fréquenté», formulazione che conserva la sfumatura d’incertezza. Nel 1913 fu nominata insegnante di disegno presso l’École des travaux féminins di La Chaux-de-Fonds, quindi esercitò come insegnante a Les Geneveys-sur-Coffrane (Val-de-Ruz). La documentazione segnala che rimase nella casa di famiglia a Les Geneveys-sur-Coffrane fino alla morte.
Partecipò alle esposizioni della Société des amis des arts presso il Musée des beaux-arts de La Chaux-de-Fonds nel 1904, 1906, 1908, 1911, 1913, 1917 e 1921, e figurò inoltre all’esposizione di Neuchâtel nel 1905. Altre manifestazioni pubbliche la menzionano ancora, in particolare l’Exposition nationale suisse des beaux-arts (1908), presentazioni a Berna (1914), l’esposizione Les Arts du feu al Palais Eynard di Ginevra (1916) e l’esposizione dell’Union féminine des Arts décoratifs alla Galerie Léopold Robert, Neuchâtel (1921). In ambito commerciale, un annuncio segnala la vendita di acquerelli dell’artista nel 1922 presso il negozio Foetisch di Neuchâtel.
Il “Plat aux chardons” n.
Opere attribuite a Sophie L'Eplattenier sono segnalate al Musée de l'Ariana (Ginevra), al Musée des beaux-arts de La Chaux-de-Fonds e al McClung Museum dell’Università del Tennessee. Queste menzioni di collezione figurano nelle schede consultate e sono qui presentate nella medesima formulazione, senza pregiudizio delle verifiche archivistiche che sarebbero auspicabili per ciascun oggetto.