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Peter Aerschmann

Nato nel 1969.

Peter Aerschmann è nato a Friburgo (Svizzera) nel 1969 e vive e lavora a Berna. Dal 1999 sviluppa una pratica artistica incentrata principalmente sul video, la fotografia e le installazioni interattive o informatiche.

La sua formazione coniuga un percorso nelle arti e nelle scienze informatiche: University of Art and Design Basel (1991–1992), studi di informatica presso la University of Basel (1992–1994), quindi Bern University of the Arts / Hochschule der Künste Bern (1994–1999).

Attivo anche nell’organizzazione culturale, è ideatore e cofondatore della fondazione PROGR Bern e di Residency.ch. Le sue attività comprendono molteplici workshop e residenze menzionati nel dossier: Berlino (2000), New York (2005), Sudafrica (2011), Mosca (2016), Genova (2017), Budapest (2019) e Shanghai (2024).

Tra le mostre personali si segnalano Transit al Kunsthaus Grenchen (febbraio 2015, cur. Eva Inversini), Souvenirs al Kunstmuseum Appenzell (agosto 2018, cur. Roland Scotti) e una presentazione al Mannheimer Kunstverein (luglio 2019).

Tra i progetti personali più recenti indicati nelle fonti figurano I MISS YOU al Museum für Kunst und Geschichte MAHF di Friburgo (aprile 2020), INVISIBLE alla Galerie C di Parigi (febbraio 2022) e Casita a Berna (agosto 2023). Ha inoltre partecipato a mostre collettive e progetti curatoriali, quali GEOMETRY OF HISTORY presso Fabrika CCI a Mosca (settembre 2016, cur. Anna Fatyanova) e, con Stefanie Kägi, On.OFF a Winterthur (gennaio 2016).

Tra i curatori menzionati nella documentazione figurano Eva Inversini (Transit, 2015), Roland Scotti (Souvenirs, 2018) e Anna Fatyanova (GEOMETRY OF HISTORY, 2016).

Diverse collezioni e istituzioni sono state indicate come acquirenti di opere dell’artista, tra cui la François Pinault Foundation (Venezia), il Museum für Kunst und Geschichte MAHF (Friburgo), la Martin Z. Margulies Collection (Miami), la Credit Suisse Collection Zürich, la Roche Art Collection, la Sammlung Migros Aare, la Julius Bär Collection, il Kunstmuseum Thun, la Carola & Günther Ketterer-Ertle Collection, il Kunstmuseum Bern e la Maison Européenne de la Photographie (Parigi). Il suo percorso è stato insignito dello Swiss Art Award nel 2002 e dell’Aeschlimann-Corti Award nel 2006.

La combinazione di formazione artistica e informatica menzionata nelle fonti si ritrova nella sua pratica: la documentazione lo presenta regolarmente come un artista che opera all’incrocio tra immagine, suono e sistemi interattivi basati su tecnologie informatiche.

Peter Aerschmann

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