Matias Spescha
Nata nel 1925.
Muore nel 2008.
Matias Spescha (1925–2008) fece della superficie, del vuoto e del volume gli elementi di un linguaggio di grande economia. Nato a Trun, nei Grigioni, apprese dapprima il mestiere di sarto e lavorò nella fabbrica di tessuti del paese. Trasferitosi a Zurigo nel 1951, realizzò manifesti, per poi soggiornare a Parigi a metà degli anni Cinquanta.
Dal 1958, Bages, nel sud della Francia, divenne uno dei suoi luoghi di vita e di lavoro, in costante rapporto con la Svizzera.
Nella pittura, nella grafica e nella scultura, Spescha studia le tensioni tra primo piano e sfondo, tra una forma collocata su una superficie e lo spazio che essa apre intorno a sé. Spesso è sufficiente un numero ridotto di figure per spostare la nostra percezione del quadro; nella scultura, queste relazioni si sviluppano alla scala del corpo e del luogo. Questa ricerca attraversa i diversi supporti senza perdere la propria chiarezza.
Le commissioni pubbliche, iniziate già nel 1956, gli permettono di confrontare le sue forme con spazi condivisi. Il premio per la cultura dei Grigioni del 1993 e il premio per le belle arti del Canton Zurigo del 1999 segnano il riconoscimento di questo percorso.
Il suo progetto più ampio riportò l’artista a Trun. A partire da una piccola forma in metallo sperimentata nel 1996, concepì OGNA, una scultura in cemento nella quale è possibile entrare. Spescha ne preparò la concezione con alcuni architetti, ma morì prima della sua realizzazione; la fondazione incaricata del progetto la aprì al pubblico nel 2013.
Dal 2023, il suo fondo artistico è presentato anche nell’ex fabbrica di tessuti di Trun. Tra l’atelier, l’opera da attraversare e questo ritorno al luogo della sua formazione, la sua arte invita a sperimentare fisicamente il passaggio dalla forma allo spazio.
