Klaudia Schifferle
Nata nel 1955.
Nata a Zurigo nel 1955, Klaudia Schifferle sviluppa dagli anni Settanta un’opera in cui disegno, pittura, scultura e musica entrano in relazione reciproca. Formata alla scuola F+F di Zurigo, è inoltre cofondatrice di Kleenex, divenuto in seguito LiLiPUT, gruppo femminile la cui energia punk accompagna i suoi primi passi nelle arti visive. Questa duplice attività non corrisponde a due carriere separate: illumina la predilezione di Schifferle per la sperimentazione, lo slancio e i cambiamenti di registro.
Inizialmente fotografa, l’artista si dedica al disegno, per poi rivolgersi a grandi dipinti dai colori vivaci e dalle figure condensate. Esseri fantastici, talvolta prossimi alla figura del gnomo, emergono dalla materia pittorica; la loro presenza oscilla tra comicità e inquietudine. Le forme sembrano inventarsi sotto i nostri occhi, al confine tra il corpo, il paesaggio interiore e la finzione.
Schifferle lavora inoltre con il collage, la scultura e la poesia, facendo circolare i suoi motivi da un medium all’altro. Un’incisione del 1988, descritta dal Kunstmuseum Basel, lascia così apparire un corpo frammentato all’interno di una composizione ancora parzialmente astratta.
Il riconoscimento giunge presto: nel 1982 partecipa a documenta 7 a Kassel, di cui è allora la partecipante più giovane. La Kunsthalle Winterthur le dedica una mostra personale già nel 1984 e, nel 2020–2021, torna sui suoi lavori degli anni Ottanta. Dopo aver vissuto a Milano e poi in Ticino, nel 2002 rientra a Zurigo.
Nel 2012 la città le conferisce il suo Premio d’arte, riconoscendo un’opera in cui convivono tenerezza e violenza, umorismo e gravità. Presente in diverse collezioni pubbliche svizzere, la sua pratica continua a resistere a una definizione univoca: conserva la libertà di un gesto che passa dal tratto alla voce e dall’immagine al racconto.
