Jeanmaire Edouard
Nata nel 1847.
Muore nel 1916.
Édouard Jeanmaire (1847–1916) fa dei paesaggi del Giura e della vita rurale il fulcro della sua opera. I pascoli, le fattorie e le mandrie non sono per lui semplici accessori pittoreschi: organizzano lo spazio e conferiscono ritmo alle scene. In Sortie de l’étable, un grande olio su tela databile intorno al 1880 e conservato presso il Musée des beaux-arts de La Chaux-de-Fonds, il passaggio degli animali diventa un soggetto monumentale.
Jeanmaire osserva un territorio a lui vicino, quello delle Montagne neocastellane, lavorando al contempo nel disegno e nell’incisione. La Bibliothèque de Genève descrive i suoi numerosi studi e dipinti naturalistici, le sue acqueforti e i suoi rari manifesti. Questa varietà di supporti mette in luce la costanza del suo sguardo: cogliere un luogo, il movimento di una mandria o la presenza quotidiana di coloro che lo abitano.
Il Kunstmuseum Solothurn vede nei suoi dipinti una rappresentazione idealizzata della vita contadina. Questa dimensione ideale non cancella l’attenzione rivolta ai dettagli della natura; ricorda piuttosto che il paesaggio dipinto è anche una composizione, un modo di scegliere ciò che resterà visibile.
Le sue opere figurano nelle collezioni di La Chaux-de-Fonds e Le Locle. A Soletta, la presentazione «Imaginaires du Jura» ha nuovamente collocato Jeanmaire tra gli artisti che hanno plasmato la memoria visiva di questa regione. La Bibliothèque de la Ville de La Chaux-de-Fonds conserva un importante fondo di disegni e documenti legati al pittore, che ha alimentato una mostra nel 2016.
Questa eredità permette di leggere la sua opera oltre un’immagine immobile della campagna: come un’indagine paziente sulle forme e sugli usi di un paesaggio abitato.