Janebé
Nata nel 1907.
Muore nel 2000.
Janebé è il nome d’arte di Jeanne Pellet, divenuta in seguito Jeanne Barraud e poi Jeanne Weber (Praz, 1907 – Neuchâtel, 2000), pittrice neocastellana. Si avvicina all’arte frequentando, fin dall’adolescenza, gli atelier di Léon Perrin, William Stauffer e Georges Dessoulavy a La Chaux-de-Fonds. Posa per questi artisti osservandone al contempo il lavoro; non segue un percorso di studi in una scuola d’arte.
Alla fine degli anni Trenta si dedica alla pittura e adotta lo pseudonimo Janebé. Riceve una borsa federale delle belle arti nel 1939 e nel 1940.
I suoi primi atelier, bui e poco confortevoli, alimentano il suo interesse per il chiaroscuro. Soggiorna inoltre in Algeria e in Tunisia. La sua pittura rimane figurativa; i ritratti e le figure femminili vi occupano un posto centrale, accanto a paesaggi e nature morte.
A partire dal 1951 vive con Albert Weber, che sostiene la sua attività, ed espone regolarmente. Dal 1954 presiede la sezione neocastellana della Società svizzera delle pittrici e scultrici, quindi nel 1956 fa parte della giuria dell’Esposizione nazionale delle belle arti a Basilea. Dipinge fino al 1995.
La Fondation Ateliers d’Artiste conserva oggi il suo fondo di atelier e gli archivi, pervenuti per donazione, che sostengono lo studio della sua opera.