Daniel Spoerri
Nata nel 1930.
Muore nel 2024.
Daniel Spoerri (Galați, 1930 – Vienna, 2024) trasforma le tracce ordinarie dell’esistenza in eventi visivi. Oggetti abbandonati, resti di un pasto o strumenti diventano testimoni di una situazione arrestata nel tempo. La sua opera interroga ciò che conserviamo, ciò che dimentichiamo e il modo in cui uno spostamento dello sguardo può far emergere una storia.
Il suo percorso attraversa diverse discipline: danza, messa in scena, scrittura, editoria e arti plastiche. Nel 1959 fonda le Éditions MAT, che contribuiscono allo sviluppo dei multipli d’artista. L’anno successivo partecipa al Nouveau Réalisme e realizza i suoi primi tableaux-pièges, al centro di una ricerca che avvicina l’opera ai materiali concreti della vita quotidiana.
Il principio consiste nel fissare gli oggetti nella disposizione in cui sono stati trovati. Quando il supporto orizzontale viene raddrizzato contro una parete, le cose familiari cambiano di status. Lo spettatore osserva ormai un tavolo o un insieme di oggetti come un’immagine, percependone al contempo la presenza materiale.
Il caso interviene nella situazione iniziale; l’artista decide il momento in cui essa diventa un’opera.
Les Boîtes, assemblaggio del 1961 conservato al Centre Pompidou, riunisce in particolare strumenti, carte e diversi oggetti su un pannello di legno. Quest’opera ricorda che i tableaux-pièges vanno oltre il solo motivo del pasto. Al Musée cantonal des Beaux-Arts de Lausanne, Aktion Restaurant Spoerri.
Tableau-piège, del 1972, conserva invece i resti di un tavolo del suo ristorante di Düsseldorf, aperto nel 1968.
Con l’Eat Art, Spoerri fa dell’alimentazione e del suo consumo un campo artistico a sé stante. Banchetti, incontri e oggetti prolungano così una riflessione sull’effimero e sulla memoria. I suoi archivi, donati nel 1996 alla Biblioteca nazionale svizzera, testimoniano questa attività feconda.
Scoprire Spoerri invita a prestare attenzione alle tracce modeste che ci circondano: possono diventare gli indizi di una presenza umana scomparsa.









