Adolf Weber
Nata nel 1925.
Muore nel 1996.
Adolf Weber (1925–1996) crebbe a Menziken, in una famiglia contadina argoviese. Fin dagli anni della scuola si sentì attratto dal disegno e dalla pittura. Si formò presso Eugen Maurer a Beinwil am See, proseguì gli studi a Zurigo con Ernst e Max Gubler e Heinrich Müller, quindi frequentò l’École des beaux-arts de Genève.
Un viaggio di pittura nei Paesi Bassi nel 1948 inaugurò una serie di spostamenti in Italia, Francia, Portogallo e Scandinavia. Il centro di gravità della sua opera rimase tuttavia molto vicino: nei paesaggi, nei giardini, negli interni e nelle persone del suo ambiente.
Weber lavorò come pittore, disegnatore e incisore. Accanto a un vasto corpus di paesaggi realizzò studi di ritratti e figure; l’acquaforte e la xilografia a colori ampliarono i suoi mezzi espressivi. Nelle sue immagini, il motivo familiare diventa un’occasione per osservare la luce e i ritmi della natura.
L’attenzione alle stagioni e ai cambiamenti di un giardino o di un lago rimanda anche all’infanzia rurale dell’artista. Il suo Journal du peintre, presentato a Wettingen nel 1982, segue le metamorfosi di un anno.
La collezione comunale di Wettingen ha fatto di Weber uno dei suoi artisti di riferimento. Conserva in particolare Femme au bureau (1958), olio su tela, e nel 2010 ha presentato dipinti tardi insieme a oggetti assemblati con legno e vetro trovati. Una retrospettiva postuma all’Aargauer Kunsthaus di Aarau, nel 1998, ha ripercorso questo itinerario.
Tra luoghi vicini e orizzonti attraversati, Weber costruisce un’opera in cui l’esperienza quotidiana fornisce incessantemente nuovi soggetti da osservare.
