Pittore milanese del Rinascimento, Giuseppe Arcimboldo entra al servizio degli Asburgo a Vienna nel 1562. Le sue teste composte trasformano fiori, frutti, animali oppure oggetti in volti riconoscibili. I cicli delle Stagioni e degli Elementi collegano questa invenzione alle corrispondenze della natura e all’affermazione del potere imperiale.
Nelle Quattro stagioni in una testa, dipinto verso il 1590 conservato alla National Gallery of Art, un tronco nodoso diventa il volto di un anziano, circondato da fiori e frutti. Questo olio su tavola riunisce età e stagioni in un’unica effigie. Il restauro delle Stagioni del Louvre, concluso nel 2024, ha rivelato la finezza del modellato vegetale e rimosso ghirlande aggiunte dopo la vita dell’artista, restituendo alle figure il loro sfondo scuro.
Questa scheda raccoglie i riferimenti identificativi di Giuseppe Arcimboldo e dipinti, disegni e opere su carta documentati nei cataloghi d’asta.
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Dobiaschofsky · Piguet
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