Nascita : 1920Morte : 2020Cittadinanze documentate : Francia
Figlio del pittore Michel Kikoïne, Jacques Yankel (1920–2020) si avvicina alla pittura dopo aver studiato geologia e aver svolto per diversi anni attività scientifica. Stabilitosi a Tolosa nel 1941, prosegue la sua formazione presso la facoltà di scienze e lavora come assistente geologo. Nel 1949 il Ministero delle Colonie lo incarica di contribuire alla carta geologica di Gao-Tombouctou-Tabankort, nell’Africa Occidentale Francese. Rientrato a Parigi nel 1952, ritrova La Ruche e debutta come pittore alla galleria Lara Vinci. Le sue prime mostre personali comprendono quella al Musée Sainte-Croix di Poitiers nel 1955, seguita da quelle alla galleria Romanet di Parigi nel 1957, 1958 e 1962.
Il soggiorno nell’Africa Occidentale Francese alimenta il suo interesse per l’arte africana, di cui diventa collezionista. Nel suo atelier nell’Ardèche sviluppa assemblaggi di oggetti eterogenei su carta o tela; anche reliquiari ed ex voto fanno parte della sua produzione, con elementi tratti dagli ambiti artigianale, industriale o urbano. Dopo la morte del padre, si basa in particolare sulla letteratura e sulla Torah. Dipinge anche ciottoli incorporati in lastre di cemento e realizza progetti destinati all’architettura. Dal 1968 al 1985 insegna arti plastiche all’École des beaux-arts de Paris. Nel 1985–1986 è curatore di una mostra dedicata alle arti africane al Musée des arts africains et océaniens di Parigi.
Partecipa al Salon de la Jeune Peinture a Parigi nel 1954 e nel 1955, poi alla Biennale di San Paolo nel 1957. Collabora inoltre con la galleria Yoshii a Parigi e a Tokyo. Tra le opere censite nelle collezioni pubbliche figurano un’opera del 1996 all’École nationale supérieure des beaux-arts de Paris, nonché Pigalle la nuit, un acquerello, e le litografie Saint-Germain-des-Prés e Port al Musée d’Art moderne de la Ville de Paris. Il suo lavoro è stato inoltre presentato in mostre a Béziers nel 2013 e alla galleria Claire Corcia nel 2023.
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