Nato a Monaco nel 1951, Stefan Szczesny ha sviluppato il proprio percorso passando dalla pittura astratta alla figurazione, che associa a un’arte «alla ricerca di un legame con la vita». Durante gli studi ha lavorato all’università come disegnatore archeologico e come critico d’arte per l’Abendzeitung di Monaco. Inizialmente orientato verso l’astrazione sotto l’influenza di Günther Fruhtrunk, è tornato gradualmente alla figurazione dopo un soggiorno a Parigi nel 1975-1976, reso possibile da una borsa di studio del DAAD. Il soggiorno alla Villa Romana di Firenze, dove ha studiato il Rinascimento italiano, ha accompagnato questa evoluzione.
Stabilitosi a Colonia nel 1981, ha organizzato con l’artista Troels Wörsel la mostra Rundschau Deutschland, presentata dapprima a Monaco e poi a Colonia nell’ambito di Westkunst. Vincitore del Prix de Rome della Preußische Akademie der Künste, ha soggiornato alla Villa Massimo nel 1982 e nel 1983, dedicandosi all’antichità romana. Questo periodo ha dato origine a una serie di «tele romane» e a cinque grandi dipinti ispirati alle Metamorfosi di Ovidio, esposti alla Glyptothek di Monaco nel 1984. Dal 1984 al 1988 ha curato la rivista Malerei. Painting. Peinture; nel 1988, il Landesmuseum di Bonn ha presentato la prima retrospettiva delle sue opere.
Nel 1996 ha fondato la Szczesny Factory, una società commerciale che comprende una propria casa editrice. Su richiesta del WWF, ha poi realizzato The Living Planet per l’Expo 2000 di Hannover: dodici grandi pannelli murali in ceramica circondano il padiglione dell’organizzazione. Dal 2001 si è stabilito con la famiglia a Saint-Tropez. Nel 2014 le sue opere sono state presentate in una retrospettiva al Palais des papes di Avignone; in quella sede ha dedicato L’Arbre de la vie, una scultura in acciaio lucidato alta 6,5 metri. Le presentazioni successive testimoniano la varietà dei supporti utilizzati: a Les Baux-de-Provence, nel 2019, sagome metalliche, vetro soffiato, ceramiche, ritratti su tela e dipinti su fotografie sono stati collocati in città. Nel 2021, dodici sculture colorate sono state esposte nel parco del Château de la Moutte.
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