François Bocion
Nato a Lausanne (Svizzera) nel 1828.
Muore a Lausanne (Svizzera) nel 1890.
Svizzero · Realismo · pittura en plein air · paesaggio atmosferico · sensibilità preimpressionista

François-Louis-David Bocion (Losanna, 30 marzo 1828 – Losanna, 12 dicembre 1890) è stato un pittore vodese noto per le sue vedute del Lago Lemano e per la vita sulle sue rive. Avviato al disegno a Vevey da Christian Gottlieb Steinlen, quindi a Losanna da François Bonnet, proseguì la sua formazione a Parigi, negli atelier di Louis-Aimé Grosclaude e di Charles Gleyre, dal 1845 al 1848. Tornato a Losanna, insegnò disegno all’École moyenne et industrielle e collaborò al giornale satirico La Guêpe, per il quale realizzò caricature.
Si dedicò anche alla pittura di storia, in particolare con La Dispute religieuse de Lausanne, commissionata dallo Stato di Vaud nel 1853.
A partire dagli anni Sessanta dell’Ottocento, il suo lavoro si orientò sempre più verso il paesaggio del Lemano, che osservava da entrambe le sponde del lago. Pescatori, barcaioli, reti, imbarcazioni e battelli a vapore testimoniano gli usi delle rive e i cambiamenti legati ai trasporti e al turismo. In À Ouchy en 1874, lo sbarco, le carrozze e la diligenza compongono una scena animata in cui il paesaggio accompagna la vita moderna.
Bocion lavorava spesso en plein air e si interessava alle variazioni della luce e dell’atmosfera; i suoi colori e la sua pennellata lo avvicinano talvolta ai preimpressionisti, senza tuttavia sminuire la cura dedicata alla composizione.
Negli anni Ottanta dell’Ottocento, il lago divenne più spesso il soggetto principale. Le figure si fanno rare, mentre la tavolozza si schiarisce e le forme si semplificano. Saint-Saphorin (1889), conservato al Musée cantonal des Beaux-Arts de Lausanne, offre una veduta ampia del villaggio, dei vigneti e delle Alpi, nella quiete di un lago quasi immobile.
L’opera di Bocion collega così l’osservazione dei mestieri e delle attività ricreative del Lemano a una ricerca progressiva sul paesaggio, la luce e lo spazio. Le sue scene restano ancorate a luoghi riconoscibili, conferendo al lago al contempo una presenza mutevole, al centro della vita vodese del XIX secolo.
Le opere di François Bocion presentate da Swiss Art Gallery prolungano questo percorso artistico e si inseriscono pienamente in questo corpus.




